MANIFESTO
Con questo manifesto ci proponiamo di:
1) Abolire totalmente la tecnica sotto cui muore la musica passatista.
2) Porre in suono tutte le scoperte (per quanto inverosimili, bizzarre o antimusicali) che la nostra genialità va facendo sul sub-cosciente, nelle forze mal definite, nell’astrazione pura, nel cerebralismo puro, nella fantasia pura, nel record e nella fisico-follia.
3) Sintonizzare la sensibilità del pubblico esplorandone, risvegliandone con ogni mezzo le propaggini più pigre, eliminare il preconcetto della ribalta, lanciando delle reti di sensazioni tra palcoscenico e pubblico.
4) Creare tra noi e la folla, mediante un contatto continuato una corrente di confidenza senza rispetto, così da trasfondere nei nostri pubblici la vivacità dinamica di una nuova musicalita'.
5) Abolire i tre o cinque brani per creare delle azioni musicali di quindici, venti, venticinque sintesi, la cui durata sia ridotta ad un minuto o a pochi secondi, catene di sorprese suggestive con velocità accelerata senza psicologia nè preparazione logica.
Underground Resistance (commonly abbreviated to UR) is a musical collective from Detroit, Michigan, in the United States of America. They are the most militantly political example of modern Detroit Techno, with a grungy, four-track
musical aesthetic and a strictly anti-mainstream business strategy.
They have exerted their portion of Detroit Techno's cultural influence
towards promoting political activism.
Begun in the late 1980s by Jeff Mills and "Mad" Mike Banks, UR related the aesthetics of early Detroit Techno to the complex social, political, and economic circumstances which followed on from Reagan-era
inner-city economic recession, producing uncompromising music geared
toward promoting awareness and facilitating political change. Later Robert "Noise" Hood joined the collective.
As with Public Enemy, there have been intimations that UR's subversively 'militant' approach to music was related to the activities of the Black Panthers in the 1970s, something Mills confirmed in an interview.[1]
Many of Underground Resistance's labelmate's early releases were the
product of various experiments by Banks, Mills, and Hood, both solo and
in collaboration, before Mills and Hood left the collective in 1992 to
achieve international success as solo artists and DJs. Mike Banks
continued to lead UR in the wake of the split, releasing EPs during the
mid-1990s such as "Return of Acid Rain," "Message to the Majors," and
"Galaxy to Galaxy" under the UR name, as well as 12-inches by
increasingly renowned artists such as Drexciya.
UR tracks have occasionally been released on other labels (usually
in what UR metaphorically describe as "reconnaissance" or
"infiltration").
1998's "Interstellar Fugitives", the first full album credited to
Underground Resistance, saw Mike Banks redefining the collective's
sound as "High-Tech Funk", reflecting a shift in emphasis from hard,
minimal club Techno to breakbeats, Electro and even occasionally Drum and Bass and down-tempo Hip-Hop. In 1999, newcomer DJ Rolando released UR's most commercially successful EP, "The Knights of The Jaguar".
In 2000, Kraftwerk
released a remix single of their theme composed for the Expo 2000 in
Hanover, featuring contributions from Rolando and Banks, making them
two of only a handful of producers ever to be given the privilege of
remixing Kraftwerk. From 2002 onwards, Kraftwerk's live shows featured
the group performing UR's remixes compiled in the song now called
"Planet of Visions".
^
"All the black men you see in America today are the direct result of
those actions: all the freedoms we have, as well as the restrictions,
refer back to the government and the Black Panthers in the '70s," he
said in that interview. "So we make music. We make music about who we
are and where we’re from. Of course there are going to be links –
that's why we had songs with titles like Riot. Because that's
indicative of the era we were born in, and the things we remember. As
time goes on, naturally I think the messages will get further away from
that. It's not a coincidence. There is a reason behind UR and Public
Enemy and these people.” - Jeff Mills Does Solo Flight, Andrez Bergen. Daily Yomiuri, September 2006.
Sistemi Audiofobici Burp parte 2 - 15 luglio 2008 @ Ulisse (FI)
Domani sera - 15 luglio 2008 - Ulisse Bar nel parco di San Salvi a Firenze
main ingredients: colonial vibes, free form punca, r'n'r, funk, soul, r&b, latin, rap, electro
in consolle:
WJ Meatball (punca, psycho r’n'r, caribbean, funk, power soul)
Jimmy G. (new new super heavy funk, punca, electro noises)
special guest: THX 1138 (chicken strut, rhythm & business, hardcore beats)
Tagofest non è un festival come gli altri, è più una festa, un ritrovo
dove etichette e musicisti indipendenti si danno appuntamento per
suonare, trovarsi, presentarsi al pubblico e soprattutto divertirsi.
Tagofest nasce nel 2005 da una iniziativa di Gianmaria Aprile (Fratto9
Under The Sky Records), Bruno Dorella (Bar La Muerte Records) e il
Tagomago di Massa. Il funzionamento dei Tagofest è molto semplice: ogni
etichetta indipendente presente fa suonare un gruppo autofinanziandosi
e ricevendo in cambio tutta l’assistenza tecnica necessaria e uno
spazio espositivo nel patio esterno del Tagomago.
Ecco (in ordine strettamente alfabetico) i nomi dei gruppi partecipanti al Tagofest IV dal 4 al 6 Luglio a Massa:
VENERDI’ dalle 21.00
Bachi da Pietra
Bob Corn & The Outsiders
Lucertolas
Ultraviolet Makes Me Sick
SABATO dalle 14.30
?Alos
Chewingum
Flap
Movie Star Junkies
Olyvetty
Overmood
Pss Pss Pss
Quit Classic Music w/ Renato Ciunfrini
Satantango
Sex Offenders Seek Salvation
Sparkle In Grey
Tanake
Tapso II
War Is Terror
X-Marillas
Zabrisky
djset: Paolo Grava (Sentireascoltare) & Roberto Canella (Blow Up)
DOMENICA dalle 14.30
Airchamber3
Amavo
Andrea Rottin
Butcher Mind Collapse
Eat The Rabbit
Evolution So Far
Hiroshima Rocks Around
Logoplasm & AAL
My dear Killer
Phidge
Plasma Expander
R.U.N.I.
Satan Is My Brother
Sil Muir
Spiral
Vonneumann
Zen Circus
djset: Onga /Boring Machines
che cosa è il Rapascid Festival II?
NON LO SO, MA POSSO DIRTI COSA NON È:
NON È UN FESTIVAL SPONSORIZZATO DA UNA MARCA DI BIRRA,
NON È UN FESTIVAL DOVE LA GENTE È CONSIDERATA “UN POLLO RICCO DA SPENNARE”,
NON È UN FESTIVAL IN UN LUOGO SQUALLIDO CHE SOLITAMENTE OSPITA
PARTITE PALLOSE - FIERE DI COSE PALLOSE - COSE PALLOSE -
PARCHEGGI PER MACCHINE - FESTE DELL’ UNITÀ
cosa significa Rapascid?
È LA PAROLA ROMAGNOLA PER INDICARE: CONFUSIONE, CAOS, DISTRUZIONE
cosa significa Festival?
È LA PAROLA INGLESE CHE INDICA UNA RASSEGNA ARTISTICA.
cosa significa “II”?
È IL NUMERO ROMANO CHE INDICA “DUE” E SI RIFERISCE AL FATTO CHE QUESTA È
LA SECONDA EDIZIONE
chi suona?
VEN 11 LUGLIO:
21:00 Dj set WJMeatball
22:30 DAMIEN* (powerpop trio da Pesaro)
23:30 ETEREA (post bong da Vicenza)
00:30 Dj set Matt Pogo
SAB 12 LUGLIO:
21:00 Dj set Pius Augustus
22:30 D.U.N.E. (post hardcore da Bologna)
23:30 INFERNO (sci fi grind n’ roll da Roma)
00:30 Dj set MIRKO PRATIK
quanto costano gli aspetti peculiari del Festival?
INGRESSO GRATIS, CAMPEGGIO LIBERO, PANORAMA MOZZAFIATO,
ACQUA CORRENTE SENZA IMPEGNO; ALCOLICI DROGA ARMI E PUTTANE
SONO A PAGAMENTO, QUINDI SOLO LE PRIME 2 DELLA TRIADE
“SESSO DROGA E ROCK’N ROLL” SI PAGANO, ANCHE SE QUESTO FESTIVAL
NON PREVEDE MUSICA “ROCK’N ROLL”.
dove?
QUI SOTTO C’E’ LA CARTINA COMUNQUE È A SAN GIOVANNI IN MARIGNANO
FRAZIONE MONTELUPO, VICINO A CATTOLICA PROVINCIA DI RIMINI, ITALIA,
UNIONE EUROPEA, EUROPA E BASTA CON QUESTA GAG.
a che ora inizia?
NON PRIMA DELLE 21 E NON DOPO LE 5:00 (DEL GIORNO DOPO)
c’è il rischio che il festival venga annullato?
IL FESTIVAL SI TERRÀ ANCHE IN CASO DI:
1. Tramutazione dell’acqua in sangue (Es7,14-25)
2. Invasione di rane (Es7,26-8,11)
3. Invasione di zanzare (Es7,26-8,11)
4. Invasione di mosconi (Es8,12-15)
5. Malattia del bestiame (Es8,16-28)
6. Ulcere su animali e uomini (Es9,1-7)
7. Grandine (Es9,13-35)
8. Invasione di cavallette (Es10,1-20)
9. Tenebre (Es10,21-29)
10.Morte dei primogeniti (Es12,29-30)
11.Maltempo
L'articolo che segue parla del disco in vinile come un oggetto del passato, ma in realtà c'è stata nell' ulitimo anno un grande aumento delle vendite di dischi in vinile. vedi qui.
THX 1138
Il 33 giri compie 60 anni
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._99255269.html
2008-06-09 14:48
IL 33 GIRI COMPIE 60 ANNI MA NON VA IN PENSIONE
LONDRA - L'LP, il disco in vinile a 33 giri che conteneva quasi mezz'ora di
musica per facciata e che avrebbe rivoluzionato il mondo della canzone,
compie tra qualche giorno 60 anni: un traguardo che, tuttavia, non sembra
preludere alla pensione. Il Long Playing, pur non avendo piu' un mercato
vasto, continua a essere amato dagli appassionati, dai collezionisti, dai
dj, e anche da diversi artisti che fanno un punto d'onore a pubblicare i
loro album anche sul vecchio vinile. Il 'Long playing microgroove record'
(Disco a microsolco di lunga durata, questo il nome ufficiale) fu presentato
dalla Columbia records il 21 giugno 1948 in un'affollata conferenza stampa
all'hotel Waldorf Astoria di New York. Davanti a una platea di scettici, il
presidente della casa discografica Ted Wallerstein dimostro' la nuova,
straordinaria durata di questo supporto che per la prima volta permetteva di
ascoltare un'intera sinfonia senza cambiare disco. Scrisse infatti un
discorso di presentazione di 24 minuti esatti, e appena inizio' a parlare
poso' la puntina su un 33 della Suite dello Schiaccianoci: Wallerstein fini'
di parlare esattamente nell'istante in cui finiva la musica. La sala esplose
in un fragoroso applauso. Il 33 avrebbe cambiato profondamente il mondo
della musica, ma all'inizio resto' appannaggio solo della musica classica e
delle colonne sonore dei musical americani. La musica leggera si affido' con
entusiasmo al 45 giri, lanciato dalla Rca nel 1949. Il primo album pop in
formato LP fu una raccolta di successi di Frank Sinatra, gia' uscita in 78
giri. L'esplosione dell'LP arrivo' con il Rock and Roll, in particolare con
Elvis e i Beatles. Il 'Re' fece uscire tre album, tutti al numero uno delle
classifiche Usa, tra il marzo 1956 e il luglio 1957; i Fab Four produssero
tre album tra il 1963 e il 1965. E poi, nel 1967, pubblicarono il primo
'concept album', ovvero una serie di canzoni che non erano assemblate a caso
ma costituivano una narrazione coerente: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club
Band incoronava l'LP come formato espressivo musicale per eccellenza. Dopo
quell'album molti artisti (vedi i Led Zeppelin) rinunciarono del tutto a far
uscire i singoli. L'agonia dell'LP, dopo un lungo regno incontrastato,
inizio' negli anni Ottanta con l'arrivo del compact disc: leggero, facile da
mettere sugli scaffali, con incisioni digitali e la possibilita' di passare
da un brano all'altro senza dover 'centrare' il solco giusto con la puntina.
Non avrebbero pero' mai vinto la nostalgia per le grandi copertine del
vinile, piene di foto, oggetti di culto al pari delle canzoni che
avvolgevano. Piu' tardi sarebbe arrivata la musica da scaricare, vero de
profundis per il concetto stesso di album (e del cd che ancora lo teneva in
vita): oggi i fan acquistano brani singoli, anche di album classici (ma
resta da vedere se spezzettare un Sgt. Pepper faccia un favore a quel
favoloso mosaico musicale), e gli artisti contemporanei preferiscono far
uscire singoli da compattare poi in una raccolta, magari con un paio di
remix in omaggio. L'LP ha poco a che spartire con quest'epoca; si contenta
di vivere nella sua nicchia: forse non vende piu', ma e' circondato da un
affetto che i nuovi formati probabilmente non conosceranno mai.
Essendo un maniaco del vinile non posso essere oggettivo nel considerare i vari formati audio di nuova generazione - mp3, dvd, wav, eccetera - posso solo dire che per quello che mi servono, per la cultura con cui sono stato educato, decisamente non fanno per me. Certamente è molto comodo e veloce scaricare un file mp3 con un qualsiasi client p2p e non nego che anche io mi servo di tali strumenti. Ma preferisco comunque il vecchio album fonografico.
Non si può spiegare a parole la soddisfazione, il godimento, la felicità che l'ascolto di un vecchio vinile può dare.
Ho iniziato a fare il disc jockey dodici anni fa passando soprattutto roba elettronica (drum'n'bass, breakcore, electro, industrial, post rock e sperimentazioni varie), ma ho sempre avuto a che fare con i dischi di vinile, perchè i miei genitori sono degli appassionati di musica classica e in casa mia ci sono sempre stati degli scaffali pieni di dischi.
Mio padre e mia madre mi hanno sempre fatto ascoltare musica - fin da quando ero bambino - in tutte le sue forme: principalmente classica (Mozart, Tchaikovsky, Mahler, Beethoven, Mussorgsky, Stravinsky, Dvorak, Verdi, Puccini) ma anche molto jazz (Miles Davis, Charlie Parker, Dave Brubeck), soul (Ray Charles, Nat King Cole), folk (Bob Dylan, Johnny Cash, Intillimani, Victor Jara) e i cantautori italiani di un tempo, quelli in auge negli anni '60 e '70 (Roberto Murolo, Luigi Tenco, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè). Spesso mi portavano ai concerti nei teatri e in altre situazioni più popolari. Adesso sono concentrato soprattutto sulla scena Hip Hop / Rap, ma non disdegno nessun genere musicale e sono ancora molto affezionato a tutti i vecchi dischi dei miei genitori (che ascolto solo io, a parte quelli di musica classica che i miei ogni tanto riascoltano con piacere), con tutti i loro graffi e graffietti, i loro crepitii e scoppiettii, le copertine un po' ingiallite e inpolverate.
Dopo l'avvento del CD negli anni '80 ho continuato a collezionare vinili e adesso ne posseggo più di mille (molti di più se conto anche quelli i dischi di classica regalati dai miei genitori e i trescioni di quando ero ragazzino tipo Kiss, Madonna, INXS, Duran Duran, Yes, Iron Maiden, Ozzy ed altre schifezze innominabili).
Non mi è mai capitato di rivendere dei vecchi vinili perchè sono affezionato anche alle schifezze. Forse mi sbaglio ma ci sono dei dischi che vale la pena di conservare anche solo per le copertine, anche se non li ascolto da 20 anni o più; non si può dire altrettanto per i CD e tanto meno per gli mp3. In questi giorni sto ascoltando molti mp3 rap ma solo per la curiosità di ascoltare un album che non ho mai ascoltato o che non riesco a procurarmi in versione vinilica. Spesso mi capita di comprare vinili che ho già in formato mp3, quindi il discorso di "rubare la musica" per me non ha alcun senso visto che pago le tasse alla SIAE da quando ero ragazzino negli anni 80 e già allora ero un vinildipendente. Eh sì perchè si tratta di una vera e propria dipendenza che ti obbliga a spendere tantissimi soldi nell'acquisto di vinili vintage di 20, 30, 40, 50 anni fà.
Per fortuna che ogni tanto gli amici e i commessi dei miei negozi di dischi preferiti mi fanno qualche bel regalo! Il disco più prezioso (a mio parere spassionato e non in senso prettamente monetario) che mi è stato regalato è "Black Byrd" di Donald Byrd in versione originale USA, che mi è stato donato da Antonio, un mio ex compagno dei tempi dell'accademia di Belle Arti.
Nella foto in alto sono riconoscibili da sinistra a destra e dall'alto al basso i seguenti LP:
When I asked RIAA spokesman Jonathan Lamy last October whether the
association was seeing a spike in vinyl record sales, he confounded my
expectation. "Our numbers, at least, don't really point to a
resurgence," he said.
Indeed, the '05 to '06 numbers showed a decline in vinyl sales, but
the association's new numbers confirm what we were driving at: vinyl
records made a major comeback last year.
According to the RIAA's recently-released 2007 sales report, the
American music industry sold 36.6 percent more Extended Play (EP) and
Long Play (LP) records than it had in the previous year, increasing
vinyl sales revenue by 46.2 percent. CD unit sales, on the other hand,
declined 11.7 percent with revenue dropping 20.5 percent during the
same period.
I gathered plenty of evidence for this story,
and all of it pointed to a vinyl resurgence, which is why the RIAA's
response didn't seem to make much sense at the time. Now, it's clear
that its numbers just hadn't caught up to the trend. With this report,
the vinyl resurgence has been officially acknowledged by the RIAA.
I dischi in vinile venivano stampati per mezzo di una pressa
idraulica utilizzando un'immagine negativa realizzata in metallo a
partire da un master principale, una sorta di primo disco
ottenuto incidendovi con la massima precisione i suoni originali da
supporto magnetico in sala di registrazione. Da questo master si otteneva un primo negativo dal quale venivano generati degli ulteriori master
utilizzati per stampare i negativi che, pressando il PVC, [...], imprimevano al disco la sua forma definitiva.
Successivamente, sulla plastica ancora calda, veniva apposta
l'etichetta vera e propria.
Notte infuocata ieri all'area San Salvi dove all'Ulisse Bar si sono esibiti i texani The Hex Dispenser una punk band molto interessante stile garage/Ramones. Alla Villa Panico Syd MigX ha selezionato vari vinili fra cui molti classici dell'era punk e post-punk: Patti Smith Group, MC5, The New York Dolls, un brano dalla colonna sonora del film "Cruising" con Al Pacino, Devo, Ziggy Stardust & The Spiders From Mars, Joy Division e molto altro ancora... Un saluto alle amiche e agli amici di Ulisse Bar e Villa Panico.
Space Age Pop Music: la Musica Pop dell'Era Spaziale
Due anni fà Giovanni Maria Rossi, all'epoca il mio vicino di casa, mi ha
regalato una cesta di LP originali degli anni Cinquanta-Sessanta-Settanta con mia grande
gioia ed eccitazione... Non capita tutti i giorni che un amico ti
faccia un regalo del genere!!! Anzi a dire il vero non mi è mai capitato in vita mia... Spesso capita che qualcuno mi regali dei dischi ma non un'intera cesta (di quelle per i cartoni del latte, e piena zeppa!). Giovanni diceva che non aveva un giradischi con cui ascoltare quei dischi e sapeva che io avrei aprezzato quei vinili. Sto ancora esplorando il contenuto della cesta che
consiste in una cinquantina di LP (introvabili se non nei negozi per collezionisti di vinili vintage): una decina di vere e proprie rarità del genere "musica pop dell'era
spaziale" o "space age pop" (Tony Mottola, Doc Severinsen, Charles Magnante, Warren Kime,
Enoch Light - vedi foto copertine qui sotto) etichetta statunitense Command, altri dieci (più o meno) dischi dell'etichetta statunitense Pickwick, the Jazz Crusaders (Lighthouse '68), un disco di Frank Lowe (Black Beings) etichetta jazz culto ESP-Disk originale degli anni settanta, uno di Ahmad Jamal Trio, dei dischi stampe originali americane di musica classica e contemporanea (Liberace, la suite del Grand Canyon di Ferde Grofe), un po' di swing (Duke Ellington, Benny Goodman, Artie Shaw, Chick Webb, Fats Waller), soul (Ray Charles, Brooke Benton, Dionne Warwick) e pop (Steve and Eydie Sing), due dischi per imparare a suonare la chitarra folk e blues (adoro questi dischi!), musica jazz e folk svizzera (Musica Helvetica, Lightly Swiss 9+10) più altre robe country western da me sconosciute (Tompall Glaser, Glen Campbell, Tony Bennet eccetera). Inoltre la cesta conteneva anche una trentina di dischi a 45 giri del periodo rock'n'roll/beat '60 italiano: Nico Fidenco, Celentano, Morandi, Bobby Solo ed altre porcherie del genere (non la reggo quella roba ma alcuni 7" rock'n'roll non sono male!) . Una miniera d'oro per un appassionato di vinili come me...
:)
Ecco alcune foto e alcune scansioni delle copertine di queste perle sconosciute e/o dimenticate dell'era spaziale:
The big band's back in town. Starring Doc Severinsen (LP 1a stampa USA 1962 Command)
Tony Mottola - Roman guitar volume two (LP 1a stampa USA 1962 Command)
Mentre scattavo queste foto Bubu, il mio gatto, mi guardava
insospettito -di solito dorme sul divano dove ho appoggiato i dischi
per fotografarli- zampettava e giocava con le copertine e le
annusava... Credo che ami la musica perchè di solito quando
ascolto un disco si piazza sulla sedia proprio di fronte
all'altoparlante, chiude gli occhi e inizia a "viaggiare nell'iperspazio"...
Un ringraziamento speciale a Giovanni per il suo fantastico regalo... Grazie mille!!!!!
Giovedì 08 Maggio 2008 _ ore 18.30 _ INGRESSO LIBERO
COMBO LOUNGE:: aspettando CITY.MIX
Combo Shop, Largo F.lli Alinari 23-25, Firenze
Combo Lunge propone una serie di esclusive performance audiovisive,
installazioni ed esposizioni firmate dai talenti che animano le scene
di Firenze, Amsterdam, Colonia e Londra, come preludio alle notti
della Stazione Leopolda, ognuna dedicata ad una città e alla sua
scena più innovativa, con partner d’eccezione, produttori e
miscelatori di suoni futuribili, artisti visivi e performer
rivoluzionari. Ogni appuntamento, ad ingresso libero, sarà
un’occasione unica per assistere ad un live appositamente creato in
combinazione (in combo, appunto) tra due artisti ma anche per
ottenere biglietti gratuiti d’ingresso alle serate City.Mix e
lascerà, nella boutique, una piccola esposizione di opere visive e
installazioni come segno tangibile del proprio passaggio, visitabile
fino all’evento successivo.
ComboLounge è un progetto di Andrea Mi in collaborazione con Intooitiv.
COMBO LOUNGE > AMSTERDAM
TOM TRAGO_ live/dj set
PARRA _ video graphic showcase
Venerdì 09 Maggio 2008 _ ore 23.00_ INGRESSO LIBERO
CITYMIX > AMSTERDAM
STAZIONE LEOPOLDA _ viale Fratelli Rosselli _ Firenze
:: PARRA SOUNDSYSTEM (Rush Hour, Amsterdam) _ mixed media live + dj set
Un eclettico colletivo di dj, produttori e designer, fondato da
Parra, che coniuga arte e club culture evoluta negli eventi cult
“Baguette Frappant”, tra segni grafici, action painting e beat
elettronici.
:: TOM TRAGO (Kindred Spirits, Amsterdam) _ live
L’eroe del Plastic People di Londra, del Paradiso di Amsterdam e del
Le Paris Paris disegna un sound che sintetizza techno, l’hip hop,
eredità disco e spirito funk.
Sabato 10 Maggio 2008 _ ore 23.00 _ INGRESSO 12/10 EURO (CON
CONSUMAZIONE)
CITYMIX > ROTTERDAM
STAZIONE LEOPOLDA _ viale Fratelli Rosselli _ Firenze
:: LITERON aka GERD (Fortek, Novamute)_ live
Uno dei più prolifici talenti olandesi. Braccio destro di Speedy J
nella serie Collabs 200. Carl Cox e Richie Hawtin vanno matti per i
suoi paesaggi sonori minimali rotti da inflessioni deep techno.
:: MONICA ELECTRONICA (Infamous mudclub) _ dj set >
La nuova star femminile delle consolle olandesi ha già suonato in
mezzo mondo. I suoi set dichiarano esplicite preferenze per le linee
di basso rotonde e potenti e per i beats più coinvolgenti.
:: MEDIAONTWERPERS (Sound Architecture) _ live visuals / installation >
Mediaontwerpers è un collettivo di giovani Multimedia artist, che
costruiscono installazioni interattive e live visuals combinando arte
visiva, sound e interaction design.
City Mix è un progetto di Andrea Mi in collaborazione con Intooitiv.
City Mix è un viaggio tra le capitali europee della creatività
elettronica e del clubbing evoluto, città capaci di raccogliere e
promuovere ricerca e sperimentazione, ridisegnando i contorni di una
cultura all’insegna della condivisione digitale e del networking.
Ciao a Tutt*,
questo un articolo (e una bella iniziativa) pubblicato su repubblica qualche giorno fa.
La musica non puo' essere ridotta a uno scadente file del computer...
e il vinile si sta candidando in questi tempi veramente a formato immortale.
Saluti.
Danex.
I grandi del rock a favore della giornata per salvaguardare le piccole rivendite
decimate dal crollo degli acquisti dei cd e dal download. Iniziativa il 19 aprile
"Salviamo quei negozi di dischi
lì c'è l'anima della musica"
Alla petizione hanno aderito anche McCartney, Spingsteen, Gabriel, Moby e Green Day
Per il cinema Billy Bob Thorton e Cameron Crowe: "Più che negozi un mondo di sogni"
di CARLO MORETTI
"Salviamo quei negozi di dischi - lì c'è l'anima della musica"
ROMA - "Nessun luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi". Forse ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista ed esci batterista, arrivi per chiedere l'ultimo successo in classifica ma c'è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L'autore di "Alta fedeltà", il bellissimo romanzo del '95 ambientato in un negozio di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l'affermarsi del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su Internet.
La petizione lanciata per sostenere il "Record store day" in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l'attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: "Lunga vita ai negozi di dischi" osserva Crowe "e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni".
Il 19 aprile migliaia di piccoli rivenditori indipendenti agiranno come se fossero uno soltanto. Ci saranno azioni coordinate di marketing, verranno distribuiti gadget e borse con il logo dell'iniziativa, ci saranno spettacoli e concerti per far sentire la voce di decine di artisti che non si rassegnano a veder chiudere il negozio giù all'angolo. Siamo di fronte al grido di dolore di una generazione superata e tradita da Internet? Il "Giorno del negozio di dischi" rappresenta solo il canto del cigno di una specie destinata all'estinzione? A giudicare da alcuni segnali di riscatto per i vecchi dischi in vinile, con la recente e decisa impennata delle vendite (+ 25% nella sola America), proprio non si direbbe.
I Metallica, strenui oppositori del download illegale, hanno scelto il "Record Store Day" per presentare la riedizione in vinile di due loro album classici, Kill 'em all e Ride the lightning: i quattro eroi dell'heavy metal il 19 aprile si esibiranno all'interno del negozio di dischi "Rasputin Music" di Mountain View, vicino San Francisco. Anche Elvis Costello ha deciso che il suo prossimo disco Momofuke verrà pubblicato solo in vinile e non nel formato cd. E al vinile sono tornati nel tempo i Radiohead, i Nine Inch Nails, i Pennywise. Se il mercato del vinile continuerà con questo interesse e a questi tassi di crescita, il download sarà solo uno dei modi per avvicinare la musica, non l'unico, e per i negozi di dischi si aprirà la possibilità di una seconda giovinezza.
Questo almeno spera chi li considera dei punti di aggregazione insostituibili e dei formidabili motori per la diffusione della cultura che non hanno ancora trovato un degno sostituto nell'asettico mondo di Internet: "Cosa ascolti quando entri nel tuo negozio favorito per il download?" si chiede Nick Hornby. "Niente. E chi incontri? Nessuno. Chi ti consiglierà di smetterla di ascoltare questo e di cominciare ad ascoltare quest'altro? I negozi dischi non possono salvarti la vita, ma possono dartene una migliore". Tanto entusiasmo viene condiviso anche da Don Was, musicista e per anni produttore di Bob Dylan e dei Rolling Stones: "In principio fu il negozio di dischi, un tempio moderno con i suoi sacerdoti e i suoi iniziati, santo ricettacolo dei ritmi e delle rime più sacre. In confronto" osserva il musicista di Detroit "Internet sembra un'asettica stanza d'ospedale".
In Italia del "Record store day" si sa ancora poco. E se la voce di un possibile riscatto non risolleverà le saracinesche di tanti negozi storici, fa però felice i collezionisti di dischi [...]
Il sistema Bocko: un nuovo algoritmo di compressione dei dati audio sviluppato all'università statunitense di Rochester che prende il nome dal suo creatore Mark Bocko. A me sembra un gran pacco, l'ennesima bufala degli espertoni informatici in materia di audio, questi cervelloni statunitensi dicono che non c'e' differenza fra la qualità dell'audio digitale compresso (mp3, cd, e questo ultimo ritrovato della tecnologia di cui si sa ben poco) e quella dei dischi di vinile (lp, 45 giri, eccetera). In realtà il nuovo algoritmo di compressione ha poco in comune con i file mpeg-1 audio layer 3 (più conosciuti come mp3), ma è un tipo di audio generato da un computer simile ai file midi usati dai sintetizzatori virtuali che ricrea "virtualmente" il suono di uno strumento musicale. Qui si puo' ascoltare la diffrerenza tra il formato mp3 e il formato Bocko: http://www.repubblica.it/popup/servizi/2008/compressioni/compressioni.html
Essendo io un vero e proprio maniaco del disco in vinile non mi fido molto delle dichiarazioni di chi secondo me vuole solo rivenderci l'ennesima ciofega elettronica per evidenti fini di lucro. Forse non sono imparziale essendo un accanito collezionista di vecchi dischi in vinile originali (e non), ma anche ammettendo che non c'è perdita di qualità, come dichiarano gli studiosi, non sarebbe solo questo il problema: le grandi copertine dei dischi di vinile non hanno forse il loro fascino? A me personalmente non dispiace ascoltare un vecchio disco graffiato che sfrigola e scoppietta come una padella di olio bollente dove si friggono delle patatine, sarà che sono un sentimentale... comunque qui sotto c'e' l'articolo leggetevelo e traete le vostre conclusioni, io personalmente rimango affezionato ai vecchi LP che fra l'altro stanno avendo un revival e una ripresa delle vendite (stanno ricomparendo anche nelle varie catene di negozi specializzati come Ricordi ed altri), senza contare che le vendite dei giradischi Technics MK2 e altri modelli analoghi già nel 2000 hanno superato di gran lunga le vendite di chitarre elettriche (fino ad allora gli strumenti più venduti nel mondo) in una vera e propria inversione di tendenza... Questo come ce lo spiegano gli esperti? Non sarà che la gente si sta rendendo conto dei pacchi che hanno preso a partire dall'avvento dei compact disc? Ai posteri l'ardua sentenza
Annuncio di un gruppo di scienziati dell'università Usa di Rochester
con la nuova tecnologia dati immagazzinati con enorme risparmio di spazio
Musica digitale, ecco l'erede dell'Mp3
venti secondi di clarinetto in 1Kb
"Il computer riproduce l'originale basandosi su tutto quello che sa sullo strumento"
L'esperto: "Ma il suono non viene compresso, è generato come nei file midi"
di GIOVANNI GAGLIARDI
Musica digitale, ecco l'erede dell'Mp3 venti secondi di clarinetto in 1Kb
ROMA - Venti secondi di suoni prodotti da un clarinetto in appena 1 kilobyte di spazio. E' quello che sono riusciti ad ottenere gli scienziati dell'università statunitense di Rochester. Mark Bocko, professore in progettazione elettrica e computer, assistito da Xiaoxiao Dong e Mark Sterling, hanno messo a punto una tecnologia che rappresenta informazione musicale con un'efficienza 100 superiore a quella dell'Mp3. Risultato: una brano può essere misurato in kilobyte anziché megabyte. Per capire l'enorme guadagno di spazio basta fare due conti: un megabyte equivale a 1000 kilobyte. E in un cd da un'ora, di megabyte ce ne stanno 650. Ma c'è già chi avanza molti dubbi.
L'annuncio dell'equipe di studiosi americani è stato fatto all'International Conference on Acoustics Speech and Signal Processing. Nulla a che vedere con le tradizionali tecniche di compressione: questo nuovo approccio cerca di ricreare musica grazie a una prestazione virtuale: "Nel suonare la musica il computer riproduce le prestazioni originali basandosi su tutto quello che sa circa i clarinetti e su come si debbano suonare", hanno spiegato gli scienziati. Insomma, non una riproduzione digitale del suono precedentemente registrato, ma una vera e propria nuova performance. Il suono, invece di essere riprodotto viene ricomposto, ed è conservato con una quantità enorme di dati in meno.
"Non si tratta di compressione di audio che proviene dal mondo fisico, ma di generazione di suono sintetico, una sorta di Midi", spiega Leonardo Chiariglione, fondatore e presidente del gruppo Mpeg, il comitato tecnico dell'ISO incaricato di definire degli standard per la rappresentazione digitale di audio, video e altri tipi di contenuti multimediali. "Non ho dubbi che la gente di Rochester abbia fatto un buon lavoro modellando la fisica del clarinetto - aggiunge Chiariglione -. Il problema è che queste cose le avevamo già fatte molti anni fa, tant'è vero che sono già previste nello standard Mpeg-4 e vanno sotto il nome di Structured Audio".
Bisogna aggiungere che le notizie che arrivano da Rochester non sono molte. La procedura messa a punto, per ora, non prevede contemporaneità di suoni e non viene spiegato come si possano riprodurre segnali non originati da fonti tradizionali. I testimoni che hanno assistito ai primi esperimenti, di cui riportiamo un esempio, spiegano che è difficile distinguere una performance umana registrata in Mp3 e una 'virtuale', realizzata usando il nuovo formato di compressione. E, inevitabilmente, si torna all'eterna querelle tra analogico e digitale o, come puntualizza Chairiglione "tra performance reale e performance virtuale".
"Alcuni pensano che il vinile sia più caldo del cd - dice senza esitare Leonardo Chiariglione - e non ho naturalmente nulla da dire sui gusti altrui. La musica che esce dal cd è indistinguibile dall'originale, e si tratta di esperimenti fatti ben 25 anni fa. Con Mpeg abbiamo sviluppato vari stadi di compressione audio, tra i quali l'Mp3, al termine dei lavori abbiamo condotto delle prove per testare la qualità dell'audio rispetto al cd originale. La risposta degli esperti è sempre stata la stessa: se il tasso di compressione è molto elevato spesso si sente la differenza. Altrimenti è indistinguibile".
Insomma i puristi devono mettersi con l'animo in pace e indirizzare le loro rimostranze verso chi usa un tasso di compressione troppo elevato o una velocità di trasmissione (bitrate) troppo bassa. "Se si comprime in Mp3 a 192 Kbyte al secondo, non c'è perdita di qualità. Nello standard AAC si può arrivare a 128 Kbyte al secondo. Ma usando gli ultimi formati si riesce a scendere molto, rimanendo su quella che chiamiamo 'trasparenza del suono'. Addirittura si può trovare ottima musica a 16 Kbyte, usata nelle reti mobili".
E Chiariglione anticipa a Repubblica.it, che con il suo gruppo sta lavorando ad un nuovo algoritmo, in grado di riprodurre al meglio la musica o la voce, e musica e voce insieme. "Per ora c'è il formato AMR, che funziona bene per il parlato e l'AAC per i brani. Stiamo lavorando a qualcosa che funzioni bene per tutti e due insieme". La nuova 'creatura' del gruppo Mpeg non è ancora stata battezzata: "La chiamiamo 'Unified speech and audio coding', ma è un nome destinato a cambiare".
L'altro giorno leggendo il volume Pranks 2 delle edizioni Re/Search (http://www.researchpubs.com/Blog/index.php) di San Francisco sono venuto a conoscenza di The Manual. How To Have A Number One The Easy Way. Subito ho fatto una ricerca per trovare una versione digitale del testo in questione ed ho trovato una pagina (http://www.kirps.com/web/main/resources/music/themanual/) che contiene il testo in versione integrale; l'ho copiato e ho creato il file che potete scaricare dal link qui sotto. Non l'ho ancora letto ma credo che sia molto interessante stando a quanto dicono varie pagine sul web. Buona lettura!
THX 1138
KLF - The Manual is the famous book by the KLF which describes how to
get a number one hit. Written by Bill Drummund and Jimmy Cauty, who
have become famous as The KLF, The Manual teaches you everything you'll
need to know to be successful in the music business. The printed
edition is no longer available, but you can read The Manual right here,
right now, so enjoy it and learn from it.