totem garden @ nextemerson

La calda estate del csa nEXt Emerson

Categorie: Iniziative

Sabato 4 luglio: dalle 16: Graffiti – Writing – djset hip hop con milelemmi e sec a seguire apericena e dalle 21.30 concerto con don diegoh + herper rigantani + ekh-ro + altibassi + dj rod + lapo raggiro
Mercoledi’ 8 luglio: dalle 20 aperitivo, alle 22 Se sei vivo spara (oho hondo), di Giulio Questi, con Tomas Miliam, sceneggiatura e montaggio Franco Kim Arcalli, ‘67
Mercoledi’ 15 luglio: dalle 20 aperitivo, alle 21 Presentazione del secondo numero di Ruggine, alle 22 Quien Sabe, di D. Damiani, ’ 66
Mercoledi’ 22 luglio: dalle 20 aperitivo, alle 22 Vamos a matar companeros, di Corbucci, ’ 70

la calda estate

http://nula.cc/

fonte: http://nula.cc/ 

"When I was young, I believed in expression. … I wanted to express everything. … Now I … no longer believe in expression. I only believe in allusion."

Jorge Luis Borges

contact nula directly at: info@nula.cc (you can also use this address to be removed from the nula mailing list)

about nula:

nula is the source of a ser­ies of file­casts, each con­sist­ing of an as­semb­lage of sounds, im­ages, or words, made avail­ab­le for down­load, shar­ing, com­men­tary, and fur­ther man­i­pu­la­tion.

file­casts are gen­er­al­ly, tho not ex­clus­ive­ly, cre­ated from found ma­ter­ial. it would per­haps be coun­ter­pro­duc­tive to de­lim­it what this ma­ter­ial may con­sist of, or what

trans­for­ma­tions it may un­der­go. the ten­den­cy here will simp­ly be to let the work speak for it­self as much as it can.

com­mu­ni­ca­tion is wel­come and en­cour­aged. send­ing an email to editor@nula.cc is a good place to start. 

2455005 on air.

2455005 on air. 1. outside a radio station along the mekong river in kratie, cambodia, around midnight. 2. in which wire recording is demonstrated at a social gathering in 1948. 3. an old serbian phonograph record sings a duet with itself. 16 minutes.
 
link:
Public Works Productions -- http://pwp.detritus.net/ 

governo di merda

guardate, leggete e... meditate gente, meditate... altro che puttane.

fonte: http://www.rekombinant.org/old/article.html.sid=1505 

Immaginario     Il seduttore - Der Verführer
Rekombinator - Immaginario 04.02.2002

Invettiva anti-italiana e anti-Berlusconi di Giuseppe Di Grazia e Oliviero Toscani commissionata dal tedesco Stern a commento di collages ultracaustici sull'italietta.

Scrivere sull'Italia significa soffrire. Come italiano all'estero in ogni caso. E' del tutto irrilevante che si vogliano raccontare momenti di felicità o di delusione. Sia che la Ferrari diventi campione del mondo, sia che a Roma un volo Alitalia sia cancellato perché il pilota non è tornato in tempo da un giro d'acquisti.

Scrivere oggi sull'Italia è altrettanto invitante che mangiare pizza norvegese. Ma oggi abbiamo Silvio Berlusconi. Un sedicente salvatore della patria. Uno che si rende ridicolo sul piano internazionale e che nel suo Paese fa modificare leggi a suo vantaggio. Tutto questo è abbastanza sgradevole. Ma l'aspetto più ripugnante in tutto ciò è che un numero tanto grande di italiani restino indifferenti. Forse la causa di ciò sta nella televisione. Che fa vedere una miscela di giochi a premi e di film d'azione, sport e show superficiali. Difficilmente c'è una trasmissione senza ragazze scarsamente vestite, le battute su culo e tette [in ital. nel testo], sederi e seni, provvedono all'ambiente spirituale. La televisione del paese è stupida, si è lamentata Franca Ciampi, la moglie del Capo dello Stato. Anche in altre sedi si trova da ridire sui programmi. Tuttavia in Italia c'è una variante pepata: Berlusconi è nello stesso tempo regista e interprete principale di questa televisione. Egli è capo del governo e tycoon della TV. E se avesse il seno, con tutta probabilità farebbe personalmente l'annunciatrice.

E' facile prendersi gioco di Berlusconi, perché è un vanitoso maniaco del proprio ego, un arricchito (nel testo: parvenu') e perché infrange le regole della democrazia. Ma è difficile disfarsi nuovamente di lui. Infatti Berlusconi sui mezzi di informazione dispone del più grande potere che vi sia in Europa. Praticamente gli appartiene l'intera televisione privata: Italia 1, Rete 4, Canale 5. Con le tre emittenti statali RAI, che come capo del governo può padroneggiare senza fatica, egli ha il controllo sul 95 % dei programmi mandati in onda. E si rifiuta ostinatamente di vendere il suo impero sebbene prima delle elezioni avesse enunciato proprio questo. Il padrone degli schermi e del paese si compiace del ruolo di impresario teatrale del potere. Egli non si presenta come un uomo politico, ma come il proprietario di un grande conglomerato d'imprese: lui comanda, gli altri obbediscono. Il potere per lui è come un afrodisiaco. A Napoli c'è un bel proverbio per definire ciò: comandare è meglio che fottere. Quest'uomo non ha visioni. Ha soltanto interessi. Ai cittadini ha promesso di far diventare lo Stato più snello ed efficiente. In realtà egli vuole soltanto foggiarlo su misura dei suoi tornaconti. L'Italia ha un presidente del Consiglio che è entrato in politica quando lo Stato e la Giustizia erano diventati pericolosi per lui.

E gli italiani gli fanno credito. Prima delle elezioni lo scrittore Dario Fo aveva ancora speranze. Egli insisteva per una forma di addestramento drastica, ma consigliabile, vista l'inettitudine dei suoi concittadini: "È come con i gattini, che devono diventare puliti", diceva il premio Nobel per la letteratura. "Proprio come con i gattini agli italiani si deve ficcare il muso nella cacca, perché infine capiscano". Ora, Berlusconi governa da oltre sette mesi e praticamente nulla è cambiato nel consenso popolare. Sia per indifferenza sia per generale istupidimento. Entrambe le situazioni sarebbero ugualmente negative e ambedue potrebbero avere le medesime conseguenze: l'Italia rovinerebbe in una dittatura morbida o in una democrazia autoritaria. Al massimo temperate dal quieto vivere e dalla sciatteria italiani.

Il comportamento del suo popolo incoraggia il premier ad operazioni rischiose. E' incriminato per falso in bilancio? Allora togliamo semplicemente la fattispecie di falso in bilancio dal Codice penale! Per corruzione egli potrebbe essere portato davanti a un tribunale in Spagna? Mandiamo all'aria l'iniziativa di un mandato d'arresto europeo, che dovrebbe facilitare la caccia ai criminali internazionali e la loro cattura! Fino a che punto Berlusconi arrivi lo indica il processo SME-Ariosto, che si svolge a Milano attualmente. Berlusconi avrebbe corrotto dei giudici. Il ministro della Giustizia Roberto Castelli, un uomo della Lega Nord, facente parte della sua coalizione, voleva trasferire uno dei giudici del tribunale legalmente competente. Con ciò il processo sarebbe dovuto essere rimesso a ruolo e i crimini ascritti a Berlusconi prevedibilmente sarebbero caduti in prescrizione. Castelli non è ancora riuscito a spuntarla. Berlusconi considera i giudici come comunisti convertiti in toghe rosse. Il suo ministro della Giustizia accusa i pubblici ministeri di abuso della giurisdizione a fini politici. In conseguenza di ciò il direttivo dell'Associazione magistrati si è dimesso cosa accaduta un'unica volta circa mezzo secolo fa sotto il Duce del fascismo Benito Mussolini. Niente riesce meglio a Berlusconi del ruolo di vittima e perseguitato. In un sondaggio il 23 percento degli italiani lo vogliono mantenere come presidente del Consiglio anche se fosse condannato da una sentenza. Il 40% non esprime opinioni.

Chi essendo italiano vive all'estero medita di restituire il passaporto. I crimini di Berlusconi sono in sostanza gli stessi che molti italiani vorrebbero commettere o commettono: essi considerano le imposte come un carico ingiusto. La propensione degli italiani ad aggirare lo Stato è tanto grande quanto il loro piacere per la buona tavola. Molti di essi vedono Berlusconi come il loro modello. "E' furbo" (in ital. nel testo), è proprio così scaltro.

"Gli italiani sono un popolo di filosofi cinici " dice l'intellettuale veneziano Massimo Cacciari. Nessuno ha attribuito alle promesse elettorali di Berlusconi importanza più grande di quella di una sonora scoreggia. "Per tutti era chiaro che subito dopo le elezioni sarebbero state dimenticate". Nonostante questo la borghesia, dal tabaccaio all'avvocato, l'ha votato. E proprio perché tutti ne avevano abbastanza della vecchia casta politica, la cui unica preoccupazione era mantenersi le proprie poltrone. Quegli elettori volevano finalmente gente che nella vita lavorativa avesse realizzato qualcosa. Proprio come Berlusconi. Il suo impero di compagnie di assicurazione, case editrici ed emittenti TV vale circa 20 miliardi di euro. Eppure l'uomo più ricco d'Italia vende volentieri la sua storia personale come quella di un tenace spiantato che si pagava gli studi come cantante sentimentale sulle navi da crociera. Ancor oggi alla conclusione di una allegra serata con amici e famigliari egli canta di preferenza il sempreverde "I Did It My Way" di Sinatra. Questo egli ha fatto. E davvero con successo. Ma da dove è venuto il denaro col quale egli ha realizzato la sua ascesa? Ebbene sì, egli lo ha... diciamo così: trovato. Qualcuno glielo ha dato. Chi? Mio Dio, che cosa chiedete mai, come può ricordarsene? Dopo tanti anni. Quest'uomo ha diffuso sempre qualcosa di losco. E ricordiamoci ancora bene: con l'aiuto del suo fraterno amico e premier Bettino Craxi ottenne proprio le leggi di cui fece uso per far correre i suoi affari come sull'olio. Era membro della loggia segreta P2. È stato condannato per falsa testimonianza. E, oh sì, per mesi un mafioso ha abitato presso di lui nella sua villa di Arcore.

Ma niente smuove Berlusconi. Nessuno può fargli alcunché, egli invece può tutto. Già anni fa si definì come "unto dal Signore". Si copre di lodi di sé come con un dopobarba. Essere smisurato significa per lui procurare al suo Paese nuova considerazione. Al centro della diplomazia italiana non c'è più Parigi e neppure Berlino, ma Washington. I potenti USA sono la Lega di Berlusconi: "Non mi interessa quello che dice Bush sono in ogni caso d'accordo". Si è gettato al collo del presidente USA in modo molto infantile, come se il texano fosse il suo paparino. Anche nel suo Paese Berlusconi si circonda di una coalizione di neofascisti, separatisti, parlamentari devoti e cariche esplosive come il sottosegretario alla Cultura. Vittorio Sgarbi si fa fotografare volentieri con signore dai décolleté abissali, talvolta in mutande. La sua linea culturale per il paese: "Sono fortunato di essere italiano! Noi italiani siamo più erotici di tutti gli altri uomini del mondo! Infatti l'Italia si rizza nel Mediterraneo come un fallo! Essere italiano è come essere un fallo in una donna!"

Purtroppo non tutti gli staffieri di Berlusconi sono altrettanto innocuamente divertenti. C'è il capo della Lega Nord Umberto Bossi. L'uomo è un agitatore da manuale. Fomenta nel paese il razzismo, fa incollare manifesti sui quali si legge: "Abbasso il couscous, viva la polenta!". Bossi è ministro per le Riforme. Una volta ha espresso il suo rapporto verso la Costituzione dicendo che si deve buttare la bandiera nazionale nel cesso. L'Europa gli è indifferente. Bossi continua ad ingiuriare l'Europa come "Sede di burocrati sovietici" e Bruxelles come "Centrale di pedofili belgi". Il partner ancor più pericoloso si chiama Gianfranco Fini. Nessuno sa che cosa pensi veramente il fascista convertito. Il capo di Alleanza Nazionale dovrebbe diventare ministro degli Esteri e sfugge come un'anguilla. Alle emozioni provvede soprattutto sua moglie. Porta sempre nella borsetta un revolver.

L'Italia con la spinta di Berlusconi ad affermarsi e con la sua coalizione di governo è diventata per l'Unione Europea un partner imprevedibile e veramente intollerabile. Quando il ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer due settimane fa si intrattenne a Roma, durante la conferenza stampa comune con Berlusconi si mostrò visibilmente a disagio. A lungo l'italiano mise il braccio attorno alle spalle di Fischer, il tedesco non lo guardò mai direttamente durante la stretta di mano. Berlusconi rimane imperturbabile. Egli è assolutamente certo che non ci sarà un altro caso Haider. Diversamente dall'Austria l'Italia è troppo grande e importante per venire isolata dal resto d'Europa. Il malumore si estrinseca soltanto nei rituali diplomatici. Ciononostante le speranze degli oppositori di Berlusconi in Italia riposano sull'Unione Europea. Leoluca Orlando, il fondatore del movimento antimafia "La Rete" e per anni sindaco di Palermo riflette: "Se oggi possiamo dire che la democrazia in Italia non è in pericolo è soltanto perché c'è l'Europa".

Nella società italiana la resistenza si va formando lentamente. I giudici si difendono, poco tempo fa 50'000 persone hanno dimostrato a Roma contro le nuove leggi restrittive dell'immigrazione, professori dell'Università di Firenze appellano a manifestare contro Berlusconi. I sindacati minacciano un'ondata di scioperi per le prossime settimane. Gli scioperi hanno messo in difficoltà ogni presidente del Consiglio in Italia e sovente tanto da costringerlo alle dimissioni.

Certamente l'immagine dei politici di sinistra è quella di notori guastafeste. Sotto il loro governo i cittadini dovettero fare sacrifici affinché l'Italia adempisse ai criteri per l'unione monetaria. Essi hanno dimostrato come a Roma si possa fare politica in modo serio. Adesso gli italiani si sono stancati di risparmiare e Berlusconi promette loro ciò che essi vogliono sentirsi promettere. Oltre a questo Berlusconi a confronto dei suoi oppositori politici appare pur sempre, anche esausto, come la miglior mucca da latte in un concorso zootecnico. Chi può bloccare questo se-duttore (gioco di parole fra: Verführer=seduttore e (Ver-) Führer=duce, Hitler)?

La sinistra è infiacchita. E fa arrabbiare i suoi sostenitori come Dario Fo. Il più combattivo intellettuale del paese chiede all'opposizione di lasciare il Parlamento, di incatenarsi ai semafori, fare lo sciopero della fame, insomma suonare l'allarme. Sempre Dario Fo scrive sul quotidiano francese "Le Monde": "Italia il nuovo fascismo è qui". Eppure i più grandi critici dell'Italia non stanno a Roma, ma all'estero. Questo colpisce gli italiani. Come i tedeschi, anch'essi sono molto sensibili. Ma essi non sono convinti che quei commenti siano giusti. In Italia si crede subito ad un complotto. Che diavolo hanno contro di noi? Che cosa si nasconde dietro? E' semplicemente impossibile non amare noi italiani. O forse no?

Il testo è arricchito da collages fotografici molto pungenti.

(Stern n. 6, 31 gennaio 2002, traduzione dal tedesco, letterale quanto possibile, di José F. Padova, testo originale reperibile in: www.stern.de)

Rekombinant 2005 Copyleft

Tonylight live @ hackit 09

info: http://www.youtube.com/user/technoresistance?gl=IT&hl=it 

Ammazza i nazi!

Kill the Nazis

 

Pisa merda

A Pisa oggi festa del patrono della città: da 200 a 500 euri di multa a chi non accende il cero alla finestra.

un solo grido si alzerà:

PISA MERDA!!!

Sindaco der cazzo! 

ghigne a culo

Ecco l'ultima trovata del governo italiano di merda: la Guardia Nazionale Italiana.

Un solo grido si alzerà:

FATE CAÁ.

Nazi di merda... andate in culo a vostra madre 

info: http://www.informa-azione.info/intervista_al_fondatore_della_guardia_nazionale_italiana 

ghigna a culo presidenziale:

 

Hackmeeting 2009 - Milano 19-20-21 Giugno

fonte: http://cavallette.autistici.org/2009/06/4231

Hackmeeting - 19-20-21 Giugno 2009 - Milano

Pubblicato il 10.06.2009 in Appuntamenti da R* ||

dal 9 Giugno, il Warm-up del meeting: Incontri di avvicinamento.

Dopo dieci anni Hackmeeting è di nuovo a Milano.
Tre giorni per far conoscere il babau a chi è prigioniero della paura, introdurre alla peer to peer economy chi si è illuso con l’economia suicida, rilanciare lo scambio orizzontale per chi ha dimenticato questa pratica naturale e istintiva alla base dell’evoluzione umana.
Il controllo e le gerarchie sono state inventate da chi vuole monopolizzare lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali per trarre vantaggio dall’instabilità che ne consegue.

Hackmeeting nuovamente a Milano non è un caso. In una città che ha ucciso i propri spazi sociali, tornare con Hackmeeting significa mettere il dito nella piaga dimostrando che esistono altri modi di pensare, logiche non commerciali che generano ricchezza umana sorpassando gli interessi di business, felicità sociali e virus benigni contro la crisi.
Per questo motivo hackmeeting sarà preceduto da un periodo di Warm up: una serie di incontri su *p2p*, *paura* e *controllo* che si terranno nei principali poli universitari della città.

L’hackmeeting e’ l’incontro delle comunita’, delle controculture digitali e non, e delle individualita’ che si pongono in maniera critica e propositiva rispetto all’avanzare delle nuove tecnologie, sempre piu’ legate a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche e alla commercializzazione di ogni spazio vitale. Tre giorni di seminari, giochi, feste, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo.
L’evento e’ totalmente autogestito: non ci sono organizzatori e fruitori, ma solo partecipanti.

Dettagli su http://hackmeeting.org/
 

Detroit Grand Pubahs (USA, live) + Robert Hood (USA, dj set) - MUV festival (FI) - 13 giugno 2009

sabato 13 giugno 2009

MUV festival - Sferisterio Tamburello (Via del Fosso Macinante 9, Parco delle Cascine) - FIRENZE  mappa

21.30 -      OTOLAB (IT) live a/v
22.30 -      INCITE (DE) live a/v
23.30 -      DETROIT GRAND PUBAHS (US) live
01.00 -      ROBERT HOOD (US) dj set

Ingresso libero fino alle 21 - Dopo intero 15 € / ridotto 13 € (consumazione INCLUSA)

ROBERT HOOD
Robert Hood 

info:

http://www.firenzemuv.com/ 

Jozef van Wissem + Gunn/Diehl Duo + Screening "Blue" by Derek Jarman + tapes: JD Zazie (IT)

Donnerstag, 28. Mai 2009 / 20 Uhr
Jozef van Wissem + Gunn/Diehl Duo + Screening "Blue" by Derek Jarman + 
tapes: JD Zazie (IT)
*Blue. The Image as Emotion.
For the evening of May 28, Film Director Derek Jarmans "Blue" will be 
screened inbetween the live-sets of Jozef van Wissem and Gunn/Diehl as 
metaphor for the human or "not-so-human" condition of receiving daily 
impressions of things lively-felt, circling in and out like waves, with 
their constant need to be tagged - as images that become an emotion. 
"Blue" is the color that comes to mind while listening to the 
hyper-fragile string-works of Brooklyn-based Steve Gunn/H. Diehl (of 
GHQ/Vanishing Voice/Time Life/Nautilus), "Blue" is the color that draws 
a line from the 16th century painter Hans Holbein, to Kandinsky/Marc`s 
1910s Expressionist collective Der Blaue Reiter, to Brücke with Otto 
Mueller "Landschaft mit Badenden", to Yves Kleins work in the 1950s and 
the contemporary deconstructed, palindromized Renaissance Lute 
Compositions by Netherlands born Jozef van Wissem. Derek Jarman`s final 
movie "Blue" (UK 1993), a  memory map spoken on blue-screen, mostly from 
ill-in-hospital-beds point of view, a collage of recurring monologues, 
sound- and music interplays, is driven by the need to finally /"be 
released from image".
**Jozef van Wissem:
http://www.jozefvanwissem.com/
http://www.myspace.com/vanwissem
http://www.myspace.com/thebrethrenofthefreespirit
**Steve Gunn + Heidi Diehl:
http://www.myspace.com/pyramidmerchandise
http://www.myspace.com/nautilus2000
**JD Zazie:
http://virb.com/jdzazie
location/info:
http://www.white-rabbit-berlin.com/
http://www.hairentertainment.com/ <http://www.hairentertainment.com/lockig>
support:
http://www.a-musik.com/
********************************************************************************************************************
White Rabbit Berlin/ Galerie der Künste
Potsdamer Strasse 98 /10875 Berlin
U-1: Kurfürstenstrasse/U-2 Bülowstrasse - Metro-Bus: M29/M48/M85 bis 
Potsdamer Brücke
********************************************************************************************************************
********************************************************************************************************************

The Undead "Undead" live video

Per i maniaci del punk rock ecco un video dal vivo di The Undead: "Undead". La band prende vita da una costola di The Misfits (Bobby Steele e Joey Image). Un ringraziamento particolare a Miccia per avermi  portato l'LP di The Undead "Act Your Rage" da Dusseldorf, che in questi giorni sto ascoltando parecchio... il brano "Undead" è sicuramente uno dei piu' belli dell'album.

copertina dell'album "Act Your Rage": 

File:ActYourRage.jpg

KRAFTWERK (live) + APHEX TWIN (dj set) 18 luglio 2009 - Livorno

fonte: http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=139014370&blogId=483393150

Unica data italiana

APHEX TWIN (DJ SET)

18 luglio 2009: ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL – Livorno
Main Stage (Stadio Armando Picchi)

Prevendite aperte su: Greenticket.it

In Italia per un'unica data il 18 Luglio a Livorno in occasione di Italia Wave Love Festival. Oltraggioso, sfuggente, sarcastico: aggettivi che si possono ritagliare benissimo sulla figura di Richard D. James, a patto che siano obbligatoriamente legati ad un riconoscimento oggettivo – quello della sua genialità. Sono in molti a considerarlo semplicemente il più grande artista di musica elettronica mai esistito; affermazione su cui si può discutere e che come ovvio dipende dai gusti personali, ma che l’iconoclasta musicista anglosassone (nato nel verde della Cornovaglia) sia stato la guida assoluta della musica di taglio dance più colta e rivoluzionaria è, in ogni caso, fuori discussione.
Il suo talento si è rivelato con l’inizio degli anni ’90, ad appena vent’anni: un ragazzo prodigio in grado di costruirsi sintetizzatori e campionatori da solo e soprattutto di sfornare pietre miliari come i primi due volumi targati Selected Ambient Works, materiale che ha letteralmente stravolto le regole del gioco.
 
Con Aphex Twin, il rigore e la brutalità techno hanno imparato infatti a colloquiare con le suggestioni di Erik Satie e John Cage; e le intuizioni electro-futuriste declinate alla Detroit di fine anni ‘80 sono riuscite a trovare un punto d’incontro col gusto della sorpresa e dello sberleffo, il tutto con soluzioni di tecnica produttiva non solo sorprendenti ma semplicemente inimmaginabili per l’epoca. Se ne è accorto anche il mainstream, ed infatti un famoso marchio di pneumatici pur di avere una colonna sonora techno targata Aphex Twin è stato disposto a staccare un assegno a sei zeri (in sterline). Guadagni che poi il nostro eroe ha usato, tra le altre cose, per comprarsi un carro armato da piazzare nel proprio giardino, a mo’ di decorazione-sberleffo. Gesto che riassume l’attitudine del personaggio.
 
Aphex infatti è sempre altrove: appena percepito il rischio di essere confinato nel recinto della techno da rave underground, per quanto nella sua accezione più creativa ed obliqua, decise a metà anni ‘90 di regalarsi una personale processione nel mainstream, quando in collaborazione col genio visuale di Chris Cunningham sfornò tracce come Come To Daddy e Windowlicker, pietre miliari dello scorso decennio sia dal punto di vista musicale (suoni distorti e destrutturazione di stilemi rock in un caso, hip hop nell’altro) sia da quello visivo (la sua faccia nei video come incubo seriale e ricorrente, sia nel grigiore metropolitano che nel vuoto lusso californiano). Fondamentali comunque i due lp usciti in quegli anni, I Care Because You Do e il Richard D. James Album, capolavori di un pop digitale e lisergico creato e pensato direttamente nel futuro.
 
Nel nuovo millennio, col mondo ai suoi piedi, ecco un altro scarto improvviso: produzioni ostiche (Drukqs) o al contrario estremamente godibili, con però un ostentato recupero di sonorità non-di-moda (ad esempio l’acid techno da primi anni ’90 della serie di uscite Analord). Ciò che continua ad essere costante è la qualità delle sue rare esibizioni, l’occasione in cui le sue varie anime riescono a riunirsi e dove su un’ intelaiatura techno Aphex si muove abilmente da Karlheinz Stockhausen ai detriti del pop da cartoon. Nella sua ultima esibizione italiana, quattro anni fa a Torino, si divertì a citare perfino Tiziano Ferro, abbattuto a colpi di cassa gabber. Non resta che vedere quali sorprese (e delizie) ci riserva per questo suo attesissimo unico DJ SET a ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL a Livorno il prossimo 18 luglio 2009.

ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL si svolge quest'anno dal 16 al 19 Luglio. In vendita per ora a 55 euro l’abbonamento a 3 serate: 17-18-19 luglio (se acquistato entro il 1 giugno). I prezzi dei singoli giorni sono invece 22 euro per le serate di venerdì 17 e domenica 19 e 25 euro sabato 18 luglio. Non è stato annunciato ancora niente della serata di apertura, se non che sarà un tributo a Woodstock. www.italiawave.com ..

I biglietti sono in vendita sul circuito Greenticket www.greenticket.it .. .. .

Informazioni al Pubblico:  
www.dnaconcerti.com .. - 06.47823484 – info@dnaconcerti.com     

Informazioni alla Stampa:  
Annachiara - annachiara@dnaconcerti.com

KRAFTWERK

18 luglio 2009: ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL - Livorno
Main Stage (Stadio Armando Picchi)
Prevendite aperte su: Greenticket.it


I Kraftwerk si esibiranno sul Main Stage di Italia Wave Love Festival sabato 18 luglio a Livorno prima di Aphex Twin per una serata all'insegna della migliore eletronica di tutti i tempi. La storia dei Kraftwerk parte da lontano. Si tratta probabilmente del gruppo più significativo degli ultimi decenni per la capacità di sfoderare innovazioni tanto visionarie e radicali quanto capaci di infettare in profondità l’immaginario collettivo, a partire da quello più pop. Parte dal 1970 e parte da Düsseldorf, e ha tutori illustri, visto che Ralf Hütter e Florian Schneider – i due fondatori – erano attenti frequentatori delle lezioni di Stockhausen al Conservatorio cittadino e delle sue sulfuree lezioni hanno fatto tesoro. I primi esperimenti sonori uscirono a nome Organisation (“Tone Float” il titolo dell’lp), per poi assumere poco dopo come ragione sociale il nome che li ha consegnati alla storia. I primi album (“Kraftwerk”, “Kraftwerk 2”, “Ralf Und Florian”) risentono profondamente della matrice krautrock e dei suoi esperimenti, con tanto di inquietanti derive esoticizzanti. Questo è l’inizio; le suggestioni elettroniche (anzi: di un neo-umanesimo elettronico) prendono via via il sopravvento e complici session sempre più maniacali al Kling Klang, studio di registrazione che diventa subito leggendario, a partire da “Autobahn” (1974) comincia a compiersi pienamente l’epopea del gruppo tedesco.
 
La reinvenzione di un immaginario completamente nuovo ed alieno; il radicale rovesciamento degli abituali processi creativi; l’immedesimazione totale per non dire inquietante nella propria arte, nella propria utopia tecnologica (…sempre però venata di arguta ironia, talora intelligentemente di vero e proprio sarcasmo). Tutto ciò è tratteggiato da dischi come “Radio-Activity” (1975), “Trans-Europe Express” (1977), “The Man Machine” (1978), “Computer World” (1981), “Electric Café” (1986): ciascuno di essi una pietra miliare che ha contribuito a disegnare un panorama sonoro senza cui il pop dagli anni ’80 in poi così come la house e la techno sarebbero stati diversi, o forse addirittura per certi versi non sarebbero mai esistiti. Giusto per fare un esempio: il tributo verso i Kraftwerk di coloro che sono stati concretamente gli inventori della techno (i detroitiani Derrick May, Juan Atkins, Kevin Saunderson) è totale ed incondizionato. Ma appunto, è un esempio fra tanti.
 
Frequenti cambi di line up e rapporti anche contrastati e complicati fra i vari membri della band non hanno mai scalfito davvero la grandezza del gruppo tedesco. L’avvento del nuovo millennio li ha visti tornare in piena attività con un disco (“Tour De Force Soundtracks, 2003) e una mirata ma grandiosa attività live (documentata dal doppio cd e dvd “Minumum-Maximum”, 2005), che ora nel 2009 riprende attraverso selezionate apparizioni (senza Schneider sul palco, ma con intatta potenza di fuoco artistica). La radicale essenzialità del suono ma anche del concetto stesso “Kraftwerk” ha consentito alla unità creativa germanica di attraversare i decenni restando sempre un luminoso ed impressionante esempio di avanguardia di massa: perfettamente pop, e soprattutto perfettamente attuale. L’aggettivo “elettronica” legato alla parola “musica” così come ad “arte”, in tutte le sue declinazioni, è figlio di quanto iniziato da Ralf Hütter e Florian Schneider quarant’anni fa; e la lezione non ha ancora perso nulla del suo smalto, della sua iconoclastia, della sua grandezza.

ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL si svolge quest'anno dal 16 al 19 Luglio. In vendita per ora a 55 euro l’abbonamento a 3 serate: 17-18-19 luglio (se acquistato entro il 1 giugno). I prezzi dei singoli giorni sono invece 22 euro per le serate di venerdì 17 e domenica 19 e 25 euro sabato 18 luglio. Non è stato annunciato ancora niente della serata di apertura, se non che sarà un tributo a Woodstock. www.italiawave.com ..

I biglietti sono in vendita sul circuito Greenticket www.greenticket.it ..

READ MORE: http://www.kraftwerk.com/

Informazioni al Pubblico:  
www.dnaconcerti.com .. - 06.47823484 – info@dnaconcerti.com     

Informazioni alla Stampa:  
Annachiara - annachiara@dnaconcerti.com

FOTO IN ALTA DEFINIZIONE DISPONIBILI SU RICHIESTA

UFFICIO STAMPA ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL
Silvia Poledrini 335 1942881
Claudia Di Bernardo 347 8720898
press@arezzowave.com
http://www.italiawave.com


info:

http://www.aphextwin.nu/
http://it.wikipedia.org/wiki/Aphex_twin
http://it.wikipedia.org/wiki/Kraftwerk 

Neutralità della Rete

fonte: http://www.blackouteurope.eu/lang/it/urgente-sara-votato-dal-parlamento-europeo-a-fine-aprile-2009.html 

LA COALIZIONE EUROPEA OPENNET E L'ASSOCIAZIONE SCAMBIO ETICO RINGRAZIANO I CITTADINI EUROPEI E ITALIANI

I dibattiti e la mobilitazione sul Pacchetto Telecom hanno portato al riconoscimento, di capitale importanza, che l'accesso a Internet è un diritto fondamentale. L'approvazione, con una maggioranza prossima al 90%, dell'Emendamento 138/46 nella sua forma originale, presso il Parlamento Europeo, rappresenta il colpo finale contro coloro che sostengono politiche di risposta graduale e disconnessione automatica dalla Rete sulla base di indizi/sospetti e comunque senza una sentenza della magistratura.

Tuttavia, il Parlamento Europeo ha adottato un testo di compromesso piuttosto debole in merito alla Neutralità della Rete: non è stata adottata alcuna protezione forte contro le discriminazioni su contenuti e applicazioni.

La Coalizione OpenNet e l'Associazione Scambio Etico desiderano ringraziare sentitamente tutti coloro che, con dedizione e impegno civico ammirevoli, hanno permesso di raggiungere questa affermazione legale straordinaria a difesa dei diritti fondamentali. Anche in merito ad un altro tema pericoloso, è stata conseguita una significativa vittoria: la co-operazione fra ISP e detentori dei diritti correlati al copyright è stata modificata ed ora non è più obbligatoria. Occorre dire che non è nemmeno proibita, per cui la scelta operativa ricadrà sui singoli Stati Membri. Sarà pertanto necessario vigilare affinché non si abusi di questa possibilità.

Un sentito ringraziamento va anche a tutti gli europarlamentari che si sono schierati in difesa delle libertà fondamentali resistendo alle forti pressioni di alcune parti. Come promesso, stiamo già analizzando i voti (un primo resoconto è già stato postato dal Presidente Di Liberto).

I risultati conseguiti sono eccezionali, se si pensa che ci troviamo di fronte ad interessi colossali e a pressioni fortissime. Le società di telecomunicazioni AT&T, Verizon e Vodafone, sono riuscite a premere per gli emendamenti AT&T con un'opera di lobbying martellante. Approfitto per chiarire, viste le richieste che ho ricevuto in privato, che "emendamenti AT&T" non è un nomignolo, è il nome reale a cui ci si riferisce, anche all'interno del Parlamento Europeo, agli emendamenti avanzati da AT&T e dalla Net Confidence Coalition, 2 dei quali si sono infiltrati, nella forma e nello spirito, nella Direttiva Servizi Universali ieri approvata. La Net Confidence Coalition annovera, oltre alle società citate, anche Nokia e Cisco. La position paper della Net Confidence Coalition è stata a lungo pubblicamente disponibile presso i siti delle società citate.

Siccome la Direttiva Servizi Universali è stata negoziata con il Consiglio ed è stata adottata sostanzialmente senza modifiche di rilievo, è estremamente probabile che prima o poi diventerà legge. Sarà pertanto necessario vigilare all'interno dei singoli Stati Membri; appena disponibili i nuovi documenti ufficiali, l'analisi e l'opera della Coalizione OpenNet proseguiranno senza sosta.

COSA SUCCEDERA' ORA?

Entro giugno il Consiglio UE deciderà se adottare tutto il Pacchetto così com'è, o più probabilmente rimandare indietro il Pacchetto in Terza Lettura con conciliazione, sotto la presidenza svedese. La Terza Lettura verterà essenzialmente sull'emendamento 138/46, che in ultima analisi è l'unico punto su cui Consiglio e Parlamento non concordano. Ci possiamo ragionevolemente aspettare che una parte del Consiglio, guidata probabilmente dalla Francia, premerà per stralciare per l'ennesima volta questo emendamento chiave, mentre un'altra parte, forse, potrebbe appoggiarlo.

La Direttiva Servizi Universali, che è molto problematica per la NN, dovrebbe invece non essere oggetto di grande discussione nemmeno in caso di Terza Lettura, visto che è stata adottata la versione negoziata con il Consiglio con una minima variazione.

La Coalizione OpenNet proseguirà nella campagna di sensibilizzazione, di informazione e di opera attiva, estendendo l'attenzione, come è ovvio e necessario, presso il Consiglio dei Ministri dell'Unione e il COREPER (il comitato permanente dei funzionari che mandano avanti il Consiglio). Chiediamo quindi a tutti coloro che fin qui si sono impegnati con passione straordinaria di non abbassare la guardia, di godersi questa parziale vittoria solo per qualche giorno, e di continuare a seguirci e tenersi pronti per il prosieguo della campagna. Ci saranno novità importanti all'inizio della prossima settimana.

Grazie a tutti!
Paolo Brini
(portavoce Associazione Scambio Etico - coordinatore coalizione OpenNet per l'Italia)

The Addams Family

La Rete ha vinto e resta libera

fonte: http://punto-informatico.it/

 
La libertà dei cittadini italiani di usare la Rete per informare ed informarsi così come loro garantito dalla Carta fondamentale dei diritti dell'uomo e del cittadino prima e dalla Costituzione poi è salva... almeno per il momento.

I Deputati italiani, infatti, mostrando una maturità ed un rispetto per i diritti fondamentali dei cittadini e degli utenti superiore a quello dei colleghi del Senato, nella notte di ieri, hanno abrogato l'art. 60 del DDL n. 2180, meglio noto al grande pubblico come emendamento D'Alia, approvando l'emendamento Cassinelli. Uno dei più pericolosi attentati alla libertà dell'informazione in Rete ed attraverso la Rete è stato, dunque, sventato.

L'emendamento D'Alia, infatti - che sia stato frutto di superficialità, ignoranza delle dinamiche di circolazione dei contenuti in Rete o di un eccesso di giustizialismo - avrebbe drammaticamente ridotto la libertà di informazione nel nostro Paese per effetto dell'applicazione di una perversa logica repressivo-cautelare in forza della quale la sospetta commissione da parte di un singolo di un reato di opinione avrebbe finito con il gravare sull'intera collettività che, dalla sera alla mattina, si sarebbe ritrovata nell'impossibilità di informare ed informarsi attraverso blog, ugc e altre piattaforme telematiche.

Nei prossimi giorni varrà, forse, la pena di fermarsi a riflettere su come sia potuto accadere che nel 2009 un Senatore della Repubblica abbia proposto - ed i suoi colleghi abbiano a larga maggioranza approvato - un emendamento che minacciava di oscurare la Rete nel secolo della Rete.
Oggi, però, credo sia più importante parlare di come si è impedito che tale intendimento divenisse realtà e si è giunti al pentimento operoso del nostro legislatore. Si tratta, infatti, di un percorso virtuoso che sarebbe auspicabile non restasse isolato. Protagonista indiscussa di questo percorso è stata - mi sia consentito, solo per un istante, proporne un'immaginaria personificazione - la Rete in tutte le sue molteplici forme e sfaccettature.

È stato il tam tam della blogosfera, quello nelle piattaforme di social network, il rimbalzare dei video su YouTube, il libero esercizio da parte di centinaia di migliaia di cittadini italiani che ogni giorno usano la Rete del loro diritto di critica e la viralità della comunicazione elettronica a costringere il Parlamento a prestare attenzione ai 1684 caratteri (spazi esclusi) dell'emendamento D'Alia che, altrimenti, avrebbero rischiato di passare inosservati e di formare oggetto - come probabilmente già accaduto al Senato - di un voto distratto, assonnato, intorpidito che, difficilmente, le parole "filtraggio", "Internet" o "connettività" sarebbero state in grado di risvegliare.

È un successo della Rete, dunque, quello che si è celebrato nella serata di ieri a Montecitorio al momento del voto in Commissione riunita Giustizia-Affari Costituzionali con il quale si è abrogato l'art. 60 del DDL n. 2180, l'emendamento D'Alia. La Rete ha difeso se stessa, si potrebbe dire con formula riassuntiva, giornalisticamente forse efficace ma linguisticamente e giuridicamente approssimativa.

A dirla meglio la realtà è che quella che si è appena consumata sotto i nostri occhi è la prova che Internet è ormai divenuto uno strumento maturo di democrazia elettronica da utilizzarsi in una politica partecipata, ampia e condivisa, caratterizzata da un dialogo aperto, rapido e schietto tra eletti ed elettori, dialogo nell'ambito del quale i numeri e la cassa di risonanza rappresentata dalla dimensione globale del fenomeno possono indurre i primi a ritornare sui propri passi ascoltando l'opinione dei secondi, noi, gli elettori.

Nel mondo dei media tradizionali, della televisione e della carta stampata questo non sarebbe mai stato possibile perché l'informazione correva verticalmente dai più grandi (economicamente e politicamente) ai più piccoli senza alcuna possibilità di invertire la direzione e i primi formavano a loro immagine e somiglianza l'opinione pubblica generando il consenso e scongiurando il formarsi di sacche di dissenso.

È questo il miracolo della Rete, primo mezzo di comunicazione di massa nel senso più pregnante del termine, in grado di lasciarsi plasmare ed utilizzare dai più numerosi e non già dai più grandi economicamente e politicamente.

Tale constatazione costituisce, ad un tempo, la ragione per la quale l'accesso libero e neutrale alla Rete va garantito e tutelato quale presupposto indefettibile dei diritti e delle libertà fondamentali e del perché, da più parti, talora in maniera più trasparente e talaltra più celata, si vorrebbe trasformare, a colpi di regole, la Rete in una grande TV.

Congratulazioni Signora Net, una bella e meritata vittoria!

Occorre, tuttavia, dare a Cesare quel che è di Cesare e, quindi, riconoscere che gli sforzi di quanti in Rete ed attraverso la Rete hanno, nelle ultime settimane, fatto il possibile perché questo risultato venisse raggiunto, sarebbero rimasti frustrati se non avessero trovato adeguata sponda nella responsabilità e nel senso del dovere di alcuni uomini delle Istituzioni ed in alcuni politici più illuminati di altri che hanno raccolto il grido di preoccupazione dei cittadini e lo hanno tradotto in emendamenti all'emendamento D'Alia che - istituzionalmente parlando - non è rimasto travolto dalle urla della Rete ma è stato, invece, soppresso dall'approvazione di due emendamenti sostanzialmente gemelli presentati uno dal PD (molti firmatari) e l'altro dall'On. Cassinelli - lo stesso del Salvablog - che già aveva presentato, facendosi per primo portatore delle istanze della Rete, un altro emendamento meno radicale ma, comunque, in grado di "neutralizzare" il ciclone D'Alia.

Guido Scorza
http://www.guidoscorza.it/
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione

1 2 3 ... 18 19 20  Successivo»