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Postcards from Beirut. The Pelago Time Capsule, 2010-2060

Saturday, December 11th, 2010

Postcards from Beirut
The Pelago Time Capsule, 2010-2060

*Finissage e interramento della capsula
*Sabato 11 dicembre 2010, ore 15.30*

*Tuscany*, a cura di Pier Luigi Tazzi
*Fondazione Lanfranco Baldi*
piazza Lorenzo Ghiberti, 34/36, Pelago (Firenze)

“Una capsula del tempo è un contenitore appositamente preparato per
conservare oggetti o informazioni destinate ad essere ritrovate in un’epoca
futura.
È un metodo per comunicare in modo unidirezionale con il futuro e non è da
confondersi con la macchina del tempo.”
da *Wikipedia*

*25 ingredienti per un pic-nic autarchico*

Ogni volta che la società del Ventesimo secolo si è sentita minacciata o in
pericolo, da conflitti mondiali ‘caldi’ o ‘freddi’ che fossero, da crisi
economiche o da altre congiunture negative le capsule del tempo hanno fatto
la loro comparsa.

Selezionare un certo numero di oggetti e manufatti meritevoli di essere
conservati e tramandati ai posteri è un atto presuntuoso e arbitrario che,
al di là di ogni intento dichiarato, racconta e svela l’identità sociale
degli autori.
Postcards from Beirut ha scelto di consegnare a chi aprirà la capsula tra 50
anni un possibile scenario.
Coltivando e combinando gli ingredienti contenuti nella capsula, seguendo
con attenzione le istruzioni fornite si potrà, nel giro di qualche mese,
gustare un pic-nic autoprodotto.
Come sarà Pelago quando la capsula verrà aperta? Quanto influiranno i
mutamenti climatici sull’ambiente locale?
Nel *worst-case-scenario* si tratterà di un pasto a base di piante ormai
estinte.

In occasione della mostra *Tuscany*, curata da Pier Luigi Tazzi alla
Fondazione Lanfranco Baldi di Pelago, Postcards from Beirut presenta *The
Pelago Time Capsule, 2010-2060*. La capsula, in acciaio inossidabile
estremamente resistente, interrata *il prossimo sabato 11 dicembre 2010* nel
corso di un evento speciale nel giardino della Fondazione Baldi. La capsula
rimarrà sepolta per 50 anni.
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*Tuscany*. Leonora Bisagno, Jacopo Miliani, Postcards from Beirut, a cura di
Pier Luigi Tazzi.

*”TUSCANY*: il nome di una regione italiana scritto in un’altra lingua,
un’isola che non c’è, una distorsione temporale in un universo parallelo, un
interno arredato con memorie del futuro o di un tempo senza dimensioni, una
piccola avventura in un’arte eretica, un ambiente a tre firme dentro uno
spazio saldamente ancorato ad un territorio di oggi. Sappiamo più o meno da
dove arriviamo, ma non dove siamo diretti. Fermiamoci per un po’, poi si
vedrà. Senza nostalgie e senza rivendicazioni. Venite a trovarci, vi
accoglieremo con la gentilezza che ha sempre connotato la nostra presenza,
minoritaria e marginale quanto si vuole ma ineludibile.” P.L.T.

*Fondazione Lanfranco Baldi*
piazza Lorenzo Ghiberti, 34/36, Pelago (Firenze)
info: +39 3398689547
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*Prossimamente Postcards from Beirut:

**African Sky, *20 gennaio 2011*

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Postcards from Beirut* è un court-bouillon artistico in continua
ebollizione. I suoi ingredienti comprendono: Goyangi soju, fosfori e coni,
audio e video, bombe postatomiche, onde radio, raggi gamma, lattice e
vinile, soda caustica, sarcasmo q.b.
Postcards from Beirut è indicato per: noia, reumatismi, virus, apatia.

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